lunedì 22 ottobre 2012

Dolorosa Soror - Una cocente delusione e conseguenti divagazioni

Dolorosa Soror
Finalmente! Dopo avervi attirati qui con la carota delle candide riflessioni di una persona qualunque, posso finalmente uscire allo scoperto e iniziare a parlarvi di quello che volevo: tette, culi e chi più ne ha più ne metta!
Tecniche di marketing al contrario a parte, inauguro con questa rubrica due nuovi argomenti. Visto che programmazione? Che blog poliedrico su cui siete capitati, spero di non finire le idee troppo presto.

Insomma, oggi parleremo di letteratura ed erotismo. Due argomenti che legano in modo estremamente efficace e che nonostante questo vengono relegati a uno scaffaletto buio, laddove sia persino presente, in qualsiasi libreria. Quasi se ne vergognassero.

Salvo quando quello stesso genere di letteratura non inizia a fruttare soldoni a palate grazie ai sogni erotici di casalinghe insoddisfatte, costrette a ripiegare su romanzi di quarta categoria che però ti vengono sbattuti in faccia appena metti piede in una Feltrinelli o affini.
La fama in questo caso funziona perfettamente da giustificazione; così che leggere Cinquanta sfumature di grigio non è più motivo di vergogna. Lo fanno tutte, ne parlano persino in televisione, quindi posso leggerlo senza sentirmi sporca e continuare così la mia frustrante vita di stereotipo femminile asessuato.

È successo già in passato con altri titoli, uno che mi salta ora in mente potrebbe essere Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, poiché persino questa categoria ha bisogno ciclicamente di uno sfogo sessuale, così che il maschilismo imperante possa evitare di sentirsi minacciato e le sfortunate accontentarsi di giudicarlo sconcio o pervertito.

D'altro canto la situazione non viene affatto migliorata dalla rosa di titoli di categoria a disposizione, affetti da dilagante cattiva narrazione, assenza di stile e soprattutto personaggi tanto stereotipati e irreali da renderli a mala pena leggibili. Eppure la fantasia nell'erotismo costituisce una componente fondamentale. Spesso gran parte del lavoro è svolto dall'immaginazione, e nessun media costringe l'utente a sfruttarla quanto la lettura.

La concezione che il romanzo erotico sia normalmente riservato esclusivamente a una cerchia di sporcaccioni ignoranti che non sanno apprezzare la buona lettura, alla ricerca solo di un modo diverso di eccitarsi, scoraggia e inibisce l'evolversi di questo genere.

Fortunatamente però esistono pezzi pregevolissimi sia nella letteratura classica che in quella moderna.

Dolorosa soror -opera prima della francese Florence Dugas- purtroppo, non è fra questi.

Dopo aver sentito tessere le lodi de Il vangelo di Eros, che ho casualmente e faticosamente scoperto essere l'ultimo libro della trilogia erotica di cui Dolorosa soror è il primo, non ho resistito a cercarlo -scoprendolo virtualmente irreperibile- nella speranza di trovarmi fra le mani qualcosa all'altezza della conterranea Pauline Réage (Histoire d'O). Mai delusione fu più annunciata.

Florence Dugas
Florence, poiché l'autrice vuole lasciarci credere che si tratti di un romanzo dai forti connotati autobiografici, è la voce narrante che racconta di alcune scene della sua vita. Rivisitando i ricordi si inizia a creare l'immagine del suo rapporto con tali JP (di cui non verrà rivelato il nome) e Nathalie.
Fra i tre si instaura da subito un rapporto al di fuori dei canoni classici che vede JP nel ruolo di dominante, padrone, e Florence come sua allieva -di teatro-, modella e schiava sessuale. Nathalie condividerà in parte il ruolo di sottomissione con Florence, fino a diventare praticamente la compagna della ragazza.

Nonostante la lettura sia rapida e in certi momenti persino efficace nell'evocare certe immagini, normalmente di forte impatto erotico, la cosa in cui fallisce -più di una a dire il vero- è la capacità di creare un qualsiasi accenno di storia ma anche di dare spessore e realismo ai personaggi.

JP diventa quindi subito misterioso e affascinante, semplicemente perché l'autrice lo dipinge da subito così e non per qualcosa che ha fatto o detto, un background in cui è possibile riconoscerne le qualità, è così e basta. Il peggior esempio di maschio dominante senza motivo, a cui viene spontaneo sottomettersi perché esperto e maturo, per quanto poi fra le pagine del libro ricopra un ruolo estremamente marginale e totalmente anonimo.

Nella parte centrale del libro vengono suggeriti alcuni elementi riguardanti Nathalie che sorprendentemente funzionano, e per un po' mi ha fatto credere sinceramente che potesse trattarsi di un buon romanzo con una sua evoluzione, ma che nella parte finale -come avesse tirato i remi in barca- vengono frettolosamente fatti confluire in una breve sottotrama che rende il personaggio assurdo e patetico.

Per quanto riguarda la sfera prettamente erotica, nonostante abbia riconosciuto la forza di alcune immagini, scade spesso in metafore scadenti e preme su certi stereotipi tanto da rendere l'eccitazione ristretta ad alcuni brevi momenti di temporanea illuminazione.

Se questa è l'idea che l'autrice ha della sessualità meno canonica, dei rapporti BDSM (Bondage & Disciplina, Dominazione & Sottomissione, Sadismo & Masochismo), pur avendo un'immaginazione estremamente più fervida e audace di quella criticata all'inizio, allora non vi si discosta poi troppo.

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