lunedì 19 novembre 2012

K-On! - After School Tea Time

K-On! Ritsu Mio Yui Mugi
Ci sono persone sensibili a questa o quella emozione trasmessa dai media, altre che proprio non riescono a riceverne alcuno stimolo di qualche genere. Dipende dal tipo di media, dipende dal tipo di persona.
A me ad esempio l'horror fa un bel paio di baffi. Film, anime, libri... proprio non riescono a incutermi timore, mettermi addosso una qualche forma d'ansia o più in generale spaventarmi; eccezione fatta ovviamente per i saltuari colpi che fanno prendere alcune scene, ma pure li è difficile non siano telefonati.
Al contrario è facile portarmi verso la commozione. Per i lucciconi c'è da lavorarci un po' su, ma un minimo di occhi lucidi riescono a farmeli venire anche cose insospettabili; persino scene azzeccate in film che non mi piacciono.

K-On! Mugi Azusa Mio Yui Ritsu
Certo, spesso si tratta di tangenti che prende la fantasia partendo da uno spunto qualsiasi. Inoltre ci sono argomenti che sono sempre toccanti a prescindere dal contesto, come quelli più scontati della morte, del sacrificio, e via dicendo.
Ma quando qualcosa riesce a commuoverti, a lasciarti qualcosa che non siano solo sensazioni di allegria o divertimento, ma neppure solo una lieve tristezza... andando oltre e spingendosi verso la nostalgia, il dolore della separazione non perché succede qualcosa ai personaggi, ma perché vorresti saperne ancora su di loro, cosa gli succede dopo, sentirli ancora vicini. In questo caso ritengo più che corretto parlare di arte.

K-On! Houkago Tea Time
È questo il caso di K-On!, contrazione del termine giapponese keiongaku (musica leggera), che nella versione animata (poiché esiste anche il manga, ma non ci ho ancora messo le mani su) si eleva dalla media di commedie scolastiche di cui i giapponesi van pazzi.
La trama si assesta immediatamente su toni leggeri, dolci e allegri, e li mantiene imperterrita nonostante spesso sembri arrivare a dei punti di svolta. Questa idea la trovo apprezzabilissima. Quella di non introdurre un antagonista, o più in generale un elemento della trama negativo che spezzi lo stato di grazia in cui si muovono i personaggi. Tutta la serie (entrambe le stagioni: K-On! e K-On!!, più episodi bonus e film) vive sui personaggi, sulle piccole e grandi vicende che costellano la vita di queste studentesse alle prese con il loro club scolastico di musica leggera.

K-On! London
Ora. A parte la leggera confusione dei giapponesi per quanto riguarda la definizione di musica leggera, che evidentemente nella loro concezione copre uno spettro che va dal brutal alle canzoni per bambini con triangolo e tamburello, le critiche da parte mia stanno quasi a zero. C'è un piccolo calo in alcune puntate immediatamente successive alle prime, limitato agli interventi di un personaggio in particolare, ma che viene brillantemente superato ed eliminato nell'arco di un paio di episodi. Per il resto l'anime è un continuo crescendo, i personaggi sono a loro modo tutti deliziosi (i comprimari al pari dei secondari e di contorno) ed è una delle poche serie in cui il protagonista -la protagonista- è il mio personaggio preferito.

I brani d'accompagnamento della colonna sonora sono orecchiabili, con alcune punte da ricordare come Pinch Daisuki che fa da sottofondo a momenti di particolare tensione. Quello in cui brilla però è il repertorio del club musicale (impossibile non apprezzarlo se si gradisce un minimo di J-Pop o semplicemente si ha un cuore) che arricchisce numerose puntate.

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